“Huff” sbarca in Italia sulla scia di Dr. House

(ANSA) – ROMA, 3 GEN – Nuovo medico in tv, a conferma di un filone inesauribile: tra quarantenni d’assalto e casalinghe disperate, il camice bianco (anche quando non si indossa)accende fantasie e soprattutto macina ascolti: dopo Gregory House sbarca in Italia direttamente dall’America ‘Huff’ a conclusione della serata ospedaliera cult di Italia 1 aperta proprio da House, seguito da ‘Grey’s Anatomy’ e che va avanti coerentemente con il duo ‘Nip/Tuck’. Si inizia venerdi’ 19 gennaio, con la prima puntata della terza serie di House (lo spot va gia’ in onda) e, a tarda notte, i piu’ resistenti potranno conoscere la vita e le vicende di Huff che sta per dr. Craig Huffstodt: e’ uno psichiatra la cui vita cambia drasticamente quando un paziente quindicenne gay si suicida nel suo studio dopo aver confessato la propria omosessualita’ ai genitori. Quindi Huff, come House, e’ anche lui alle prese con un trauma, nel suo caso una ferita non del corpo ma dell’anima e potrebbe essere una piccola rivelazione. Negli States i primi test sono piu’ che positivi e sembra che queste figure di dottori in prima o in seconda linea buchino davvero lo schermo. Il gusto italiano si adegua e apprezza e, chissa’, magari ripensa con un po’ di nostalgia alla indimenticabile saga di Guido Tersilli, medico della mutua, interpretato da Alberto Sordi. La prima stagione della serie, interpretata da Hank Azaria, e’ composta da 13 episodi ambientati a Los Angeles (primo ciak nel 2004) durante i quali Huff affronta la propria crisi e le nevrosi della sua famiglia composta da moglie, un figlio adolescente, una madre caratteriale e un fratello mentalmente instabile. Nominata due volte ai Golden Globe Awards, la serie si e’ aggiudicata gia’ due Emmy per l’interpretazione di Blythe Danner, mamma di Gwyneth Paltrow, attrice di lungo corso, che i meno addentro nella materia ricordano soprattutto per il film del 2004 ‘Mi presenti i tuoi?’. Del cast fa anche parte Oliver Platt, mentre l’ideatore della serie e’ Bob Lowry. Psichiatria e problemi familiari, all’insegna di ‘medico cura te stesso’ per un tema specifico quasi inedito per la televisione. In Italia sono davvero in pochi a ricordare Silvio Orlando, psicologo del servizio pubblico, nella miniserie su Canale 5 ‘Padri e figli’. Cambia la musica per il grande schermo: psichiatra era Nanni Moretti nella ‘Stanza del figlio’ (2000) cosi’ come Francesco Nuti in ‘Caruso Paskoski’ (1988). I titoli americani invece non si contano piu’ ma i padri nobili della psicanalisi cinematografica sono sicuramente Alfred Hitchcock, Woody Allen e Mark Sandrich, coloro che l’hanno praticamente innalzata a una vera e propria forma d’arte.
(ANSA).(TELEFILM CULT)
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